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SINERGIE TRA PUBBLICO E PRIVATO


17.03.2007

Il Gazzettino 17 marzo 2007



Venezia è il risultato di una moltitudine di sponsor che si sono succeduti nei secoli. La differenza è che un tempo si chiamavano mecenati ed erano persone benestanti che non avevano da reclamizzare un prodotto bensì il loro casato. Passeggiando per le calli ci sono decine di testimonianze che ancor oggi perdurano: da busti celebrativi a stemmi di nobili famiglie, da lapidi a ritratti di personaggi.
Il mecenate era quindi lo “sponsor” di progetti ed oggi lo sponsor è l’interpretazione in chiave moderna di quel tipo di attività.
Nell’era del mercato e della finanza, cambia la filosofia ma il risultato di fondo che si desidera raggiungere è il medesimo. Credo che tutte le iniziative che hanno l’obiettivo di raccogliere fondi siano apprezzabili perché Venezia è un bene unico che deve essere valorizzato.
L’idea di rifare il Ponte dell’Accademia con l’aiuto di uno sponsor è sicuramente valida anche se tutto ciò forse nasce più per uno sfogo dell’amministratore che si sente bloccato di fronte a certe problematiche che ad un progetto/obiettivo vero e proprio. Non è uno scandalo invocare l’intervento del privato così come sta nel ruolo del Sindaco riuscire a beneficiare del maggior ammontare di contributi pubblici.
Ciò che importa è che Venezia non continui ad essere banalizzata e quindi a perdere valore in termini di comunicazione e quindi di opportunità. L’esempio di questi giorni relativo al rifacimento del Ponte dell’Accademia è eloquente malgrado l’oggetto della discussione sia di grande importanza. Se ciò avvenisse all’estero, come verrebbe affrontato questo tema? Molto probabilmente con una mentalità imprenditoriale che trasforma un problema (quindi centro di costo) in un’opportunità unica (quindi come centro di guadagno).
La nostra filosofia va in questa direzione ovvero condividere insieme all’imprenditore un progetto per mettere in moto un meccanismo che permetta di valorizzare l’opera d’arte attraverso uno stretto legame con l’attività dell’azienda. In sintesi: restaur-azione.
Operazioni come Bulgari che restaura la Scala d’Oro (dove l’oro è il trait d’union) e Palazzetti che restaura i caminetti di Palazzo Ducale (dove i caminetti sono il trait d’union), si sono concretizzate perché fortissima è stata l’assonanza tra azienda e ciò che si valorizza
L’imprenditore oggi non ha tempo perché è circondato da moltissimi problemi da risolvere, nella mission della sua azienda non rientra quasi mai l’attività per questo tipo di sponsorizzazioni e, soprattutto, bisogna sfatare il taboo che le aziende hanno i “soldi da buttare”. Solo con un’attività ben pianificata e pensata da imprenditori è possibile raggiungere obiettivi concreti. E’ necessario parlare lo stesso linguaggio mettendo a disposizione esperienze e professionalità adeguate. La politica argomenti le proprie esigenze, il privato metta a disposizione le proprie energie e competenze, per generare insieme opportunità d’investimento
Venezia è vetrina universale e quindi in termini di marketing si posiziona su dimensione internazionale però è giusto riscoprire l’orgoglio dell’appartenenza e quindi del territorio. Ciò significa stimolare il tessuto imprenditoriale che ci circonda, quel modello Nord Est che non è decaduto ma che anzi si è rinnovato ed ha saputo allargarsi ben oltre i nostri confini. Qui le risorse, di fronte ad un progetto concreto e serio, penso che si possano trovare senza pensare immediatamente all’Elton John di turno.
Questo lo dice la storia di Venezia che quotidianamente “calpestiamo e respiriamo”. Città che è frutto di una sintesi politica e di una passata grande visione imprenditoriale che deve rinascere così come il senso di responsabilità e di orgoglio nei confronti di un bene unico che abbiamo il dovere di consegnare alle future generazioni nel modo migliore possibile.




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