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L'IMMAGINE DI VENEZIA: E' IL TEMPO DI AGIRE


10.10.2007

Venezia sta vivendo un passaggio importante e delicato della sua storia. Flussi turistici in aumento a cui si affianca un fenomeno diffuso di illegalità. Cittadini sempre più insofferenti. A farne le spese un patrimonio di inestimabile valore che deve essere preservato e valorizzato. L'immagine di oggi viene sempre più percepita come il negativo di un vecchio rullino fotografico. E' il tempo di agire!



Una delle obiezioni che spesso ci viene evidenziata quando ci confrontiamo con le Aziende è quella che “Venezia pur bellissima ed unica non riesce a comunicare un’immagine dinamica, vincente e positiva. Non basta la sua specificità, non basta il suo patrimonio artistico, ci vuole una nuova spinta, bisogna ingranare una nuova marcia”. Visioni che vengono da chi guarda la città da fuori e che ha l’esigenza di creare un’immagine vincente per la propria azienda su scala internazionale. Ragionando, uno degli ambiti che ha un forte impatto nell’opinione pubblica e nei market manager è sicuramente l’ordine pubblico. In questi giorni singoli Cittadini, Associazioni culturali, Associazioni di categoria, hanno dato vita a varie iniziative di protesta in forza dell’ormai sempre più forte irritazione nei confronti di tutti coloro che, abusivamente e contro la legge, svolgono attività di commercio per le calli ed i campi. Un fenomeno che si sta allargando a macchia d’olio così come quello dell’accattonaggio. La città lagunare, forte dei suoi flussi turistici che sono continuamente in aumento, rappresenta una sorta di “bengodi”, una terra promessa con grandi potenzialità di business che attira quotidianamente decine di persone che provengono da Paesi extracomunitari e dell’Est europeo. Un problema serio che deve essere affrontato con misure drastiche partendo dalla riorganizzazione del presidio territoriale. La protesta, legittima e condivisibile, perché sia efficace, riteniamo debba essere seguita da una proposta concreta e realizzabile. Prima però deve essere fatto una scelta chiara e netta. Quale immagine costruire per Venezia? Quella delle aziende che investono ed operano nella legalità o quella contraffatta e del tutto illegale in mano agli abusivi di strada? Vogliamo una Venezia vera o una brutta copia? Noi ci schieriamo per un’immagine autentica, seria che poggia le fondamenta sui principi del rispetto e della legalità. Per noi il problema sta a monte; affinché venga risolto e tenuto sotto controllo, è necessaria la collaborazione più ampia possibile. La vendita ambulante di prodotti contraffatti è illegale per tanti motivi: dalla mancanza della licenza all’utilizzo non autorizzato dell’ingegno altrui, dall’occupazione abusiva del suolo pubblico all’appropriazione indebita di marchi, dalla mancanza di ordine pubblico all’evasione fiscale. Questi, ma probabilmente anche altri argomenti potrebbero essere addotti per sostenere la tesi di commercio abusivo. Se ciò è opinione condivisibile allora è necessario attivare lo strumento giuridico (come ad esempio un’ordinanza del Sindaco immediatamente eseguibile che recepisce la Legge nazionale che regola il commercio ambulante) che dichiari illegale e quindi perseguibile questo tipo di attività. Fissate le regole è bene ridefinire la gestione del controllo del territorio. La conformazione del centro storico permette di posizionare un presidio permanente su tutti i luoghi di accesso alla città. Dal Tronchetto a Piazzale Roma, dalla Marittima alla Stazione, postazioni operative 24 ore su 24 con un coordinamento tra i vari corpi di polizia. Passaggi obbligati dotati di telecamere a circuito chiuso. La Polizia Urbana dislocata alle fermate delle linee pubbliche per bloccare qualsiasi altro ulteriore tentativo di entrata non consentita. Ed infine ronde nei punti nevralgici per un controllo a raggio della città ed utilizzo di telecamere come provato ed efficace deterrente. Intercettando i canali che alimentano queste forme di commercio illecite, in particolar modo all’entrata della città, si ottimizzerebbe l’uso del personale da destinare ad altre attività di servizio e controllo. Per fare questo è necessario che l’organo politico-amministrativo, la Giunta ed il Consiglio Comunale, trovino al più presto un’ampia intesa. Ricordiamo che l’allora Sindaco di New York Rudolph Giuliani riuscì ad arginare la criminalità, ottenendo apprezzabili risultati, spinto dalla coesione di tutte le forze politiche ritrovatesi unite nell’urgenza di mettere mano ad una tensione diventata insopportabile per i Cittadini che non ne potevano più di vivere nella paura. Questo non è un problema di destra o di sinistra, non è un problema che riguarda soltanto i veneziani, i commercianti o gli albergatori. Questo è un problema che riguarda, e rischia di degenerare se non lo si affronta immediatamente e con rigidità, un patrimonio che appartiene a tutti e che dobbiamo preservare e valorizzare. Dobbiamo fare in modo che a chi vive, a chi viene a lavorare e a chi viene a visitare la città, venga garantita la tranquillità, la sicurezza e la bellezza di questo luogo. Le iniziative di questi giorni devono essere guardate positivamente; nella gravità della situazione è venuto fuori l’orgoglio e la voglia di dire basta e di riprendere in mano ciò che ci appartiene. Guardiamo avanti e sosteniamo l’azione delle Istituzioni indipendentemente da chi sono rappresentate. Andare contro e lasciarle sole significa indebolirle proprio nel momento in cui invece la giusta causa deve rafforzarle ed “obbligarle” a prendere decisioni risolutive. Con un’urgenza inderogabile come questa, chiedere le dimissioni oppure nuove elezioni fa soltanto il gioco di pochi aggravando i problemi di oggi. In un’azienda quando l’Amministratore Delegato deve assumersi delle importanti responsabilità necessita dell’appoggio dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio di Amministrazione. Con questa forza agisce e raggiunge gli obiettivi. Così dobbiamo pensare noi, Cittadini-Soci, di una realtà che ci appartiene e che viviamo e non di un’entità lontana impalpabile. Ci interessa che Venezia ritorni ad essere quella splendida realtà che corrisponde ad una dimensione unica di bellezza storico-artistica e di vita che tutto il Mondo ci invidia. Abbiamo deciso di intervenire su questo argomento mettendo a disposizione le nostre esperienze professionali consapevoli di correre il rischio di essere etichettati politicamente. Lo facciamo ribadendo che la nostra è la visione di un’attività che quotidianamente si relaziona con Aziende per comunicare e lo facciamo offrendo l’immagine di Venezia come vetrina e fucina di idee. Lo facciamo nel rispetto di coloro che hanno creduto nei nostri progetti investendo risorse finanziarie. Lo facciamo perché le regole che ci sono devono essere rispettate. Lo facciamo per continuare a contribuire in questa direzione sperando che quanto poniamo sul piatto del confronto possa essere materiale utile dal quale attingere per mettere in moto attività di tutela del territorio e dei Cittadini. Fondaco, con questo spirito di collaborazione e di appoggio alle Istituzioni (di qualsiasi colorazione politica sono e saranno), sarà sempre presente.




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