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QUARANTENNI PER VENEZIA


02.11.2007

Entusiasmo contagioso



Ormai è molto che se ne parla e se ne discute. Numerose sono le iniziative che sorgono in molte parti del Paese. A Genova sembra addirittura che sia in fase di costituzione un movimento. Imprenditori che si confrontano, professionalità che si mettono in discussione. Stiamo parlando dei “Quarantenni”, una fascia di età che finora ha dimostrato disinteresse per le grandi manifestazioni politiche e per le battaglie sociali, che si è sempre sottratta al confronto culturale perché impegnata a dare vita a nuove attività, ad approfondire la ricerca, in particolar modo tecnologica e medica, a sviluppare l’industria guardando più ai mercati internazionali che a quello domestico. Una fascia di età che dà l’idea di aver firmato una delega in bianco per la gestione delle questioni di pubblico interesse per concentrarsi completamente nello sviluppo privato. Con un motore che sta iniziando a dare i primi forti segnali di affanno e che quindi perde di brillantezza, si ha la sensazione che tutto ciò stia provocando un risveglio ed il desiderio di partecipare “per fare qualcosa”. Una forte dose di responsabilità verso tutto ciò che ci circonda per riequilibrare la scala dei valori che sembra essersi rovesciata. Venezia non poteva essere da meno. Una serie di interventi e di interviste pubblicate da “Il Gazzettino” ad alcuni quarantenni ha dato la carica per scatenare entusiasmo e partecipazione il tutto in un’atmosfera propositiva con l’intento deliberato di lasciare in disparte recriminazioni e polemiche. Forse è proprio questa la vera novità, la ventata di nuovismo che si respira: il confronto costruttivo guardando avanti. La convinzione che è quanto mai necessario pensare ad un “unico” Comune di Venezia dove la terraferma, il centro storico e le isole (che formano il più strano e complicato comprensorio comunale al mondo!) rappresentano in parti uguali il 33% di un totale di immenso valore sul quale crederci e lavorare. Ci si chiede perché altrove è stato possibile realizzare e riqualificare e qui no. Ci si chiede perché qui non si può ritornare a pensare in grande, dopotutto nelle varie epoche Venezia ha sempre rappresentato la città del futuro, quel centro urbano al quale rapportarsi perché modello di efficienza e di potenza. Non serve più addossare colpe, non serve più alzare steccati perché tutto ciò è quotidianamente oltrepassato con estrema facilità dal mondo virtuale. Rimboccarsi le maniche e riprendere a progettare ma, soprattutto, a realizzare. In una città come Venezia che da un lato è un patrimonio da difendere e valorizzare (il centro storico) e dall’altro è un territorio da riqualificare e sviluppare (la terraferma) c’è posto per chiunque abbia voglia di partecipare, di mettersi in discussione e di proporre. Pensare ad un patrimonio culturale come fonte di risorse economiche da investire nello sviluppo della città moderna; la città storica (Venezia) che trasferisce la spinta per la nascita di una nuova Berlino (Mestre, Marghera e tutte le frazioni satellitari) deve essere questa la sfida da lanciare per dare finalmente vita a quell’area metropolitana (Padova-Treviso-Venezia) tanto pensata ma finora mai realizzata. Anche qui si può fare e non soltanto altrove. I ricordi che ci portiamo dentro al ritorno dai viaggi devono trasformarsi in realtà; è un dovere che affonda le origini nella nostra storia, la necessità di riprendere un ruolo dandosi degli obiettivi ed una concreta programmazione. Le qualità ci sono, la responsabilità verso ciò che ci appartiene anche e, con un pizzico di romanticismo, la voglia di fare ritornare a ruggire il leone simbolo di una grande civiltà. I quarantenni sono questo, un’energia fuori dagli schemi e dai canoni tradizionali. Una testimonianza di generosità che ha tenuto ferme per quasi tre ore oltre cento persone incontratesi alla Libreria Mondadori di Venezia quindici giorni orsono e che si vogliono rivedere insieme a molte altre venerdì 16 novembre alle ore 20.30 alla Libreria Feltrinelli di Mestre. Dimenticavamo: “quarantenni” sono tutti coloro che vogliono partecipare con questo spirito e con entusiasmo e non una semplice connotazione anagrafica.



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