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COMUNICAZIONE CAMBIO INDIRIZZO






ABBIAMO CAMBIATO SEDE

FONDACO SRL
PALAZZO GRADENIGO
RIO MARIN - SANTA CROCE 764
30135 VENEZIA
TEL +39 041 0991300
FAX +39 041 0990549
ABBIAMO CAMBIATO SEDE

IL PALAZZO
cenni storici e curiosità

La storia del palazzo è confusa. Il Martinoni ricorda in Rio Marino il palazzo dei Gradenighi di nova fabrica, ma bella à meraviglia per l'ordine singolare di Architettura, per vaghezza di marmi, e d'intagli e per altri riguardevoli ornamenti. L'edificio si definisce di nova fabrica nel 1663 e viene attribuito a Domenico Margutti, allievo del Longhena, del quale doveva esistere un progetto. Come da consuetudine aveva due ingressi: la principale sull' acqua, la riva, che conduce direttamente al giardino, e la seconda sulla strada, che conduceva sull'atrio dove erano esposte le armi, prima da battaglia e poi da tornei. Vi erano delle monumentali scale interne che conducevano ai mezzanini, ossia ai due piani di abitazione vera e propria della famiglia. Il Palazzo era famosissimo non solo per la ricchezza degli interni e degli arredi, ma anche per il giardino, uno dei più estesi della città, visibile anche dal Canal Grande. In esso si svolsero feste memorabili e cacce al toro; vi era una rimessa con trenta cavalli e carrozze a disposizione degli amici desiderosi di aggirarsi tra i tortuosi viali, abbelliti anche da elementi scultorei reimpiegati dal casin del vicino palazzo Tron, quando venne smantellato agli inizi dell'Ottocento. Esiste una pianta e un prospetto del palazzo del Visentin che descrive con attenzione l'ala sinistra della struttura, trascurando quella destra, per non turbare la simmetria. Dai suoi disegni, tuttavia, non risulta neanche il piccolo cortile attraverso cui si accede alla dimora né la irregolare pianta composita derivata dalle preesistenti costruzioni che vennero unificate nel Settecento. Nel 1920/21 sulla maggior parte del giardino originale sono stati costruiti degli edifici piuttosto anonimi e la Calle Nova è stata tagliata per abbreviare la strada che dalla Ferrovia conduce alla Basilica dei Frari. Le cazze o feste dei tori erano di origine antichissima. Non furono mai uno spettacolo in cui venissero messe a rischio delle vite umane. Venivano utilizzati dei tori mansueti, a cui spesso veniva già lievemente reciso il collo. Altre volte la bestia veniva tenuta ferma con due corde, legate alle corna, una delle quali era affidata solitamente ad una donna. Il povero animale finiva sbranato dai cani che erano aizzati dai partecipanti.