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April 2016 - ARSENALE DI VENEZIA - AL VIA IL RESTAURO DEL LEONE DI SAN MARCO GRAZIE AL GRUPPO SAIT



April 2016

Il gruppo SAIT, Vacanze e Natura Camping Villages di Cavallino Tre Porti sostiene il restauro dell’edicola con il leone di San Marco posta sulle mura dell’Arsenale di Venezia. Un’operazione prestigiosa ed importante accolta con entusiasmo dall’Ammiraglio  Marcello Bernard, comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia. Fondaco ringrazia Alessandro Cattel, socio ed amministratore del gruppo, che, rinnovando l’impegno a favore di Venezia, permette di riportare all’antico splendore un’opera di grande significato che abbellisce le mura del cuore industriale che ha reso grande nei secoli la città lagunare.   



La S.A.I.T.  S.R.L. – società che gestisce i campeggi “Camping dei Fiori” e “Camping Mediterraneo” a Cavallino Treporti ed il Camping “Park Gallanti” al Lido di Pomposa - comunica il suo progetto di  sponsorizzazione dell’intervento di restauro del bassorilievo  “Il Leone Marciano dell’Arsenale”, posto sulla facciata esterna del muro di cinta dell’Arsenale di Venezia. Il Leone è il simbolo della Città di Venezia – tanto da essere raffigurato nella sua bandiera - e simboleggia il coraggio, la ferocia e la saggezza come emblema di potere e giustizia: il Leone dell’Arsenale è forse quello che – anche per il luogo in cui è collocato - meglio rappresenta questa identità espressione della potenza della Repubblica Serenissima.

Alessandro Cattel, nella sua veste di amministratore e socio della S.A.I.T., non nasconde il suo orgoglio, “con questo intervento vogliamo restituire - almeno in parte - il contributo che la Città ci ha dato nel nostro percorso imprenditoriale; lo abbiamo fatto avendo la possibilità di prenderci cura del Leone Marciano come elemento che meglio rappresenta la città di Venezia, una della capitali della cultura e dell’arte nel mondo”“Perché il Leone dell’Arsenale? Perché ci è sembrata evidente l’analogia dell’Arsenale - come struttura organizzata - allo stesso modo in cui  - per certi versi - lo sono le nostre, capaci di essere autonome rispetto all’ambiente esterno”. “In un periodo in cui stiamo ristrutturando le infrastrutture dei nostri campeggi al fine di migliorarne sempre più il servizio, abbiamo sentito, ancora più nostro, questo contributo alla Città e desidero ringraziare il Comando della Marina Militare, il Comune di Venezia, la Soprintendenza e Fondaco per aver reso possibile questo progetto”  ha concluso lo stesso Cattel.

I lavori di restauro, che verranno realizzati dalla Lares, prenderanno il via nei prossimi giorni e termineranno all’inizio di luglio restituendo alla città l’opera – oggi in un evidente stato di degrado – nella sua luce originaria.

“La Marina Militare è particolarmente lieta dell’iniziativa avviata da parte della SAIT che contribuirà a restituire all’antico splendore un’opera d’arte di alto valore storico e simbolico per tutto l’Arsenale”, ha commentato l’ammiraglio Marcello Bernard, comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia.

Un particolare ringraziamento al contributo della S.A.I.T. è stato espresso anche da Enrico Bressan, fondatore di Fondaco, “questo intervento di restauro costituisce senz’altro una operazione di corporate social responsability, ma è anche il frutto di una particolare sensibilità dell’impresa Sait srl testimone e dimostrazione dell’attaccamento dell’imprenditore con il territorio e con i suoi valori”.

Cenni storici

Estratto da “SCULTURA ESTERNA A VENEZIA” di Alberto Rizzi (Filippi Editore Venezia)

Mura dell’Arsenale: Edicola di leone marciano (1575 c.). Pietra d’Istria, cm. 600 x 300 circa.

Leone marciano andante (imitazione del 1921 in luogo dell’originale distrutto nel 1797) affiancato da panoplie su lesene e sovrastante 3 scudi sagomati di cui quello centrale con corno dogale (di Alvise Mocenigo I, 1570-77) tra gli stemmi Venier (a sinistra) e Barbarigo (a destra); sul coronamento curvilineo, sormontato da vaso, è bassorilievo raffigurante galera e nella zona in basso sono allineati 6 scudi sagomati (da sinistra Lando, Soranzo, Contarini, Corner, Mocenigo, Emo).

Questo leone marciano (l’originario fu distrutto ai tempi di Napoleone) fu collocato sulle mura esterne dell’Arsenale nel 1921, al tempo della forte tensione tra Italia e Jugoslavia per la questione adriatica. In quegli anni, come in quelli seguenti – fino alla fine della seconda guerra mondiale – i leoni della Dalmazia subirono le conseguenze dei due opposti nazionalismi, venendo da un lato strumentalizzati politicamente e dall’altro intenzionalmente distrutti o danneggiati.






 
 
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