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IDEAL WORK: DA VENEZIA A FIRENZE PER LASCIARE UN SEGNO INDELEBILE NELLA STORIA DELLE DUE CAPITALI DELL’ARTE ITALIANA.


02.05.2016

Nel pieno rispetto dei tempi previsti, si sono conclusi i lavori di restauro del busto di Cosimo II De Medici, collocato sulla facciata della Loggia del Grano, a lato di Palazzo Vecchio a Firenze, grazie alla trevigiana Ideal Work sotto la regia di Fondaco. A fare gli onori di casa il Sindaco Dario Nardella che ha ringraziato per questo impegno concreto e significativo che riporta all’antico splendore il busto più bello del grande esponente della dinastia medicea. I lavori sono stati eseguiti dalla Giuseppe Bartoli Srl storica azienda fiorentina di restauratori.



L’azienda è stata accompagnata dalla veneziana Fondaco prima società in Italia nel settore della consulenza e strategia nella comunicazione associata al recupero e al restauro di opere d’arte e dei beni culturali. E’ la seconda collaborazione tra le due realtà imprenditoriali: dopo la positiva esperienza di Venezia con il restauro della ruota del pavimento nella prestigiosa Basilica di San Marco, la IDEAL WORK si è impegnata  in questo importante progetto a Firenze, in uno dei luoghi più rappresentativi della cultura fiorentina e italiana in generale. 

A fare gli onori di casa un soddisfatto Dario Nardella Sindaco di Firenze che ha dichiarato: ”Ringrazio la Ideal Work che ci ha permesso di riscoprire questo gioiello in questa loggia storica che si affaccia su Palazzo Vecchio. Un concreto ponte tra Toscana e Veneto, regioni da sempre all’avanguardia per l’arte e per la cultura imprenditoriale. E' un progetto che si inserisce nella collaborazione continuativa che stiamo portando avanti con Fondaco, che riguarda il recupero di piccoli grandi luoghi, come fontane, incunaboli e molti altri gioielli, diffusi per le strade di Firenze. La sinergia tra pubblico e privato, sotto la solida regia di Fondaco, fa rivivere l'arte!” 

"Ci siamo impegnati con entusiasmo nel sostegno di questo progetto nella città di Firenze, che per noi rappresenta una delle capitali internazionali della cultura e dell'arte - affermano Luca Seminati e Maurizio Pontello, soci e fondatori di Ideal Work - e dobbiamo ringraziare il Comune di Firenze, ed in particolare il Sindaco Nardella che, con la sua presenza attiva, ha dato ancor più valore a questo progetto, la Soprintendenza, i restauratori e Fondaco per aver reso possibile il restauro nei tempi previsti e averci sostenuto durante questo percorso. La nostra azienda ormai opera in quasi tutto il Mondo e per noi è motivo di orgoglio, poter presentare oggi i nostri prodotti accompagnati anche dalla forza del patrimonio storico-artistico del nostro Paese da sempre invidiatoci. Unire l’innovazione alla cultura e alla nostra tradizione ci consente di stimolare l’attenzione e rafforzare il valore e la credibilità della nostra proposta imprenditoriale. Venezia è stata la prima importante tappa, Firenze il prosieguo e possiamo già affermare che il feedback è già più che positivo". “Quando abbiamo visto l’opera da vicino  - concludono Seminati e Pontello - eravamo preoccupati perché appariva in un evidente stato di degrado per cui abbiamo voluto seguire passo dopo passo il restauro. Vederlo oggi così per noi è motivo di grande soddisfazione perché sappiamo con quale professionalità e delicatezza si è intervenuti. Complimenti ai restauratori!” 

"Questo restauro rispecchia appieno la nostra filosofia del “capitalizzare l'arte”. - sostiene Enrico Bressan, presidente di Fondaco - La Ideal Work ha incarnato talmente bene la nostra idea di recupero del patrimonio come nuova forma di comunicazione da sorprenderci con la scelta di una nuova visione del telo cantiere, che ha colpito l'immaginazione dei passanti. Siamo anche molto contenti che un’azienda innovativa come un’azienda veneta da oggi possa aggiungersi alla prestigiosa lista di aziende partner di Firenze dimostrando di essere un’evoluta realtà produttiva”. “Il complesso e delicato intervento eseguito dai restauratori, permette di ammirare un’opera che concorre a creare “quell’arredo urbano” che tutto il Mondo ci invidia nella stessa misura delle opere più famose e che rende uniche le nostre città - conclude Bressan – ed è bello pensare che un’azienda di giovani, per rafforzare la propria immagine e competere nel Mondo, abbia deciso di legarsi ad una bellissima opera d’arte che riguarda un rappresentante di rilievo della grande famiglia medicea. Questa è la forza/l’opportunità che offre il nostro patrimonio storico-artistico alle nostre imprese!”.

Cenni storici

La loggia cosiddetta “del Grano”, iniziata nel 1619 su progetto dell'architetto Giulio Parigi incaricato dal granduca Cosimo II de’ Medici e posta alla confluenza tra Via de’ Neri e Via Castellani, aveva la funzione di mercato del grano e dei cereali vari e, tutti i giorni non festivi, vi si svolgeva la compra-vendita del grano, alla presenza e sotto la diretta sorveglianza degli "Ufficiali della Grascia". Il busto di Cosimo II de’ Medici, committente della loggia, troneggia alto sull’arco mediano che guarda Via de’ Neri ed è opera di Chiarissimo Fancelli (secondo F. Baldinucci). Il busto è in marmo e Cosimo, armato e con la croce di Santo Stefano, appare incorniciato dallo stemma della casata medicea (a sei palle poste in cinta di cui, quella in capo, in azzurro, armeggiata di Francia e le altre in rosso) sovrastato da una corona mentre, per contro, nella parte inferiore, una testa leonina trattiene, tra le fauci, una delle sei “palle”. Al di sotto, sulla chiave di volta dell’arco, un cartiglio, sempre in marmo, recita “EGENORUM PATRI”. Risulta ovvia la celebrazione del sovrano che, rappresentato tra i simboli della casata e della città, è appellato come “padre dei bisognosi”, sicuramente in relazione alla funzione della loggia quale sede di deposito e approvvigionamento di beni primari per il sostentamento del popolo. 






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